mercoledì 9 giugno 2021

Chiudere Nisida? Si. Quando non ci saranno più ragazzi da mandare in carcere

 


 

Mi ha chiamato una giornalista per sapere il mio parere su quanto detto dal candidato sindaco di Napoli Maresca sull’eliminazione del carcere di Nisida a favore della vocazione turistica del luogo. Le ho detto di no. È davvero un tema troppo vecchio (quando sono andata a insegnare a Nisida più di uno mi aveva avvertito: “Ma la stanno per chiudere” e sono passati quasi quarant’anni: sembra un po’ la storia minore del ponte di Messina sempre pronto a nascere e, ancora, mai visto). E non è argomento elettorale: Nisida è territorio demaniale, non è cosa di diatribe locali.

Comunque, sono d’accordo: a Nisida il carcere andrebbe chiuso. A tre condizioni sine qua non.

La prima ed essenziale è che non ci dovrebbero più essere ragazzi da mandare in carcere. Napoli e il suo hinterland dovrebbero prendersi cura seriamente dei propri ragazzi, di tutti i ragazzi, soprattutto di quelli che da “invisibili” alle istituzioni maturano solitudini ed esperienze che li “destinano” a diventare “ristretti” in carcere. Tuttora, questi ragazzi trovano in un luogo di eccezionale bellezza e di attività di eccellenza come Nisida – quasi un tentativo di risarcimento sociale nei loro confronti – lo spazio-tempo della propria ri-costruzione personale. Quando la cura verso l’infanzia napoletana (sperabilmente presto) farà sì che non ci sia più nessuno da mandare nel carcere minorile e i pochi casi rimanenti di devianza (realisticamente, qualche problema resterà sempre) potranno essere gestiti dalle strutture territoriali (servizi sociali e quant’altro), sarà sensato che il carcere di Nisida chiuda.

La seconda e la terza – susseguenti alla realizzazione del primo punto: quindi, al momento, mere teorizzazioni – andrebbero di pari passo. 2) Ci dovrebbe essere un progetto complessivo di valorizzazione di tutta l’area. Ipotizzare di agire su un pezzo del territorio - penalizzando ancora una volta i ragazzi più in difficoltà - mentre Bagnoli resta nelle condizioni in cui è, decenni dopo la chiusura dell’Italsider, è pura demagogia. 3) Mai alberghi e ristoranti sull’isola, splendida oasi di valore naturalistico, storico, archeologico, letterario eccezionali: e, quindi, creatività e fantasia per la nuova, e diversa, vita dell'isola.  Magari, in tanta creatività, si potrebbe pure rielaborare, adattandolo ai tempi,  il vecchio progetto dello stesso Eduardo: Nisida, isola dei ragazzi. (Se intanto, si stanziassero i soldi necessari per ripristinare, per esempio, l’agibilità della Torre borbonica e quella del teatro disegnato da Eduardo, non sarebbe male.)

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