domenica 16 aprile 2017

Pensieri del giorno di Pasqua






L’anello della nonna che pensavi perso e ritrovi all’improvviso. La malattia sospettata gravissima che si rivela banale. L’esame che va male fino a metà e poi diventa brillante. Piccole pasque: passaggi simbolici dalla morte alla vita dei singoli. E, in quella della collettività, è pasqua ogni venticinque aprile che liberi dai nazisti di turno.

Ma la Pasqua non è dolcezza del cielo primaverile, col vento profumato di zagare che carezza i prati o odore del grano impregnato di fior d’arancia. Non dimentica la croce, la corona di spine sulla testa, i chiodi sulle mani e sui piedi, il costato aperto, il sepolcro. Ha dentro di sé tutto il dolore del mondo, lo squarcio della violenza, l’urlo dell’insopportabile. Sa che la sofferenza resta sempre lì, atroce e inevitabile. Ma le impedisce di ergersi a destino finale degli uomini, la contiene in un orizzonte in cui non la morte, bensì la vita è eterna.

La Resurrezione non è un sinonimo del pur apprezzabile ottimismo della volontà, che fa andare avanti nonostante ogni pessimismo della ragione, né dell’ammirevole resilienza che fa affrontare con indomabile sorriso le prove più dure. È un atto di fede, che implica di scommettere la propria vita sulla parola del Vangelo.

Non so quanti cristiani credono davvero che Cristo sia risorto e neppure quanti credono che loro stessi risorgeranno. Né so se sono migliori di quelli di fede più tiepida o piena di dubbi. Ma, penso, hanno una luce negli occhi che sa di Pasqua.

sabato 15 aprile 2017

Pensieri del Sabato Santo






 Il Sabato Santo è il giorno della Madre, anzi della Mater dolorosa, ancora più del Venerdì Santo, quando, morendo, il Figlio le consegna un altro figlio. 

È il giorno in cui sembra tramontata la promessa dell’angelo Gabriele: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Ed è il giorno in cui appare ormai realizzata parte della profezia di Simeone che, alla presentazione del Bambino al Tempio, le aveva annunciato: «… e anche a te una spada trafiggerà l’anima perché siano svelati i pensieri di molti cuori.»

Il Sabato Santo è il giorno sospeso. Quello che si vive il giorno dopo una morte, l’annuncio d’una malattia drammatica, una tragedia: quando, dopo l’urlo lacerante, si rimane attoniti, senza parole e senza pensieri, in un vuoto che si mangia ogni futuro. Oppure, quello che si vive il giorno prima nell’attesa d’un dramma imminente: quando, per esempio, si hanno molti motivi per ritenere che i risultati d’un’analisi attesa saranno forieri di morte.

È una sorta di ponte che da una parte si lega alla lacerazione, allo schianto del cuore e dall’altro si lancia per strade sconosciute, ma, di certo, buie e tristi: meglio, desolate. 

È il giorno che più di tutti invoca la Pasqua.

venerdì 14 aprile 2017

Pensieri del Venerdì Santo







Il Venerdì santo è davvero il giorno di ogni uomo.

Non ho difficoltà a immaginare che ci siano persone che, nel corso della loro vita, non hanno mai sperimentato una gioia. Ma mi sembrerebbe impossibile trovare, al contrario, qualcuno che non ha mai conosciuto il fallimento, la malattia, il dolore atroce: tutti anticipi della morte che, comunque, tocca tutti, anche chi, eventualmente, fino a quel momento, non avesse sofferto mai.

È il giorno che raccoglie tutto il dolore del mondo: le atrocità della storia, le desolazioni nascoste, i pianti sconosciuti, le ferite individuali, le vite spezzate.

Forse, per i cristiani, è il giorno più giusto per farsi gli auguri di buona Pasqua.

Perché il dolore, la sofferenza, la morte, in tutte le loro forme – per quanto cerchiamo di metterle tra parentesi, di farci una corazza di indifferenza o di stoicismo – sono lì: ci investono, ci trafiggono, ci riempiono.
 
Il difficile è credere che, oltre ogni morte, oltre ogni sofferenza, per quanto atroce, c’è la speranza delle Resurrezione.