Busta
1. Fascicolo 1. Azzarà Amabile. Pellaro. 1870-1901. Nomina a vita; patente di
maestra elementare; attestato di lodevole servizio.
Nell’inventario 36/2 (1863-1904) che contiene anche la documentazione dell’Ufficio
scolastico provinciale della città, l’Archivio di Stato di Reggio Calabria
conserva memoria di quella che, se non è stata la prima, certamente è tra le
prime insegnanti di Pellaro con “patente” della post-unità d’Italia.
Nello stesso inventario,
soffermandosi solo Pellaro e zone limitrofe (a meno di doppi incarichi) e
andando avanti col numero di buste, si trovano i nomi di:
Misiani
Caterina, che tra il 1872 e il 1900 ha insegnato, oltre che a
Pellaro, anche a Roghudi, Platì, Seminara, Montebello;
Arcudi
Angela che, tra il 1877-1898, ha insegnato a Motta San
Giovanni, Lazzaro, Canolo, Caridà;
Pizzimenti
Carmela, che dal 1900 al 1902 ha insegnato a Pellaro,
frazione Bocale;
Pizzi
Eugenio, che dal 1892 al 1902 ha insegnato a Motta san
Giovanni;
Cotronei
Felice che dal 1890 al 1895 ha insegnato a Bocale e a Salice;
Catanoso
Francesco, che dal 1877 al 1904 ha insegnato a Motta San
Giovanni;
Catanoso
Francesco, (un omonimo del precedente?) che dal 1891 al 1904 ha
insegnato a Motta San Giovanni;
Empoli
Antonio, che nel 1899 è nominato direttore delle scuole elementari
di Cataforio e Motta San Giovanni;
Forcignanò Isabella, che
dal 1893 al 1895 ha insegnato a Reggio Calabria, Motta san Giovanni e Gallico;
Foti
Angela, che dal 1892 al 1896 ha insegnato a Cardeto;
Longo
Gesualdo, che dal 1895 al 1896 ha insegnato a Pellaro;
Martorano
Francesco, che dal 185 al 1897 ha insegnato a Pellaro;
Pompeo
Caterina, che dal 1883 al 1893 ha insegnato a Lazzaro;
Perrone
Domenico, che dal 1877 al 1986 ha insegnato a Motta san
Giovanni;
Trunfio
Domenico che dal 1883 al 1898 ha insegnato a Cardeto.
Ho qualche informazione
su Amabile Azzarà da parte di una signora quasi centenaria che, prima dei suoi
cinque anni, frequentava per la novena una piccola cappella dedicata a
Sant’Antonio che si trovava a quel tempo sulla discesa che dall’attuale
panificio Malara porta al mare. Secondo la signora la maestra Amabile – Mabulina nel nostro dialetto – era una
donna bella, forte, né grassa né
scheletro, autorevole. Guidava la novena senza che nessuno fiatasse e se la
prendeva anche col santo, quando le cose non andavano come voleva: Sant’Antonio, viri non mi fai raggiari.
Sarebbe bello se nelle
scuole del territorio si facessero delle ricerche per lasciare qualche traccia
dei nostri primi insegnanti.
La mia esperienza
personale, identica a decine e decine di altre, dice quanto è stata importante
la scuola. Mia nonna materna è andata a scuola due anni (naturalmente con tutte
le assenze relative ai più urgenti lavori dei campi), mia nonna paterna
quindici giorni (suo padre pensava che fosse un tempo più che bastevole per una
donna), mia madre tre anni, io mi sono fatta, tutto il cursus (dall’asilo alla
laurea e successiva specializzazione).
Non sarebbe tempo
sprecato conoscere meglio che cos’è stata la scuola nel reggino. Per indagare
qual è stata la formazione di formatori (che si mosse sul nostro territorio ben
dopo il 1861) si può attingere ai documenti dell’Istituto di Scienze Umane Tommaso Gulli (ora diretto dalla
professoressa Eva Nicolò, che per quasi un decennio è stata dirigente
scolastica dell’Istituto comprensivo Cassiodoro-
Don Bosco di Pellaro). Istituto, il Tommaso
Gulli, che ha una storia notevole così sintetizzata sul sito dell’Archivio
di Stato: “La Regia scuola normale femminile di Reggio Calabria ebbe origine
dopo il terremoto del 1908, in virtù della legge n. 525 del 1909. Fu ospitata
inizialmente in un padiglione in legno costruito sulla via Tribunali, oggi via
Demetrio Tripepi. Le lezioni iniziarono il 30 dicembre 1909 e la direzione
della Scuola fu affidata al prof. Lorenzo Gatta. Nei mesi successivi, il
Consiglio comunale deliberò la scelta dell’area del giardino dell’ex Monastero
di Santa Maria della Vittoria per costruire la nuova scuola in muratura e la
redazione del progetto fu affidata all’ing. Mazzocchi, del Comitato lombardo di
soccorso per le zone terremotate. L’edificio fu costruito apportando alcune varianti
al progetto originario e fu consegnato nel 1914, ma il trasferimento della
scuola nella nuova sede avvenne soltanto nel 1917. I locali interrati
dell’edificio, invece, furono subito occupati ospitando nel 1914 i soldati, e
nel 1915 divennero la sede della Biblioteca comunale. I locali seminterrati
ospitarono pure, per alcuni anni, la Sezione archeologia e la Sezione medievale
dell’Antiquarium della Regia Soprintendenza, con reperti architettonici e
decorativi. La Regia scuola normale femminile, in virtù del regio decreto
dell’11 luglio 1923 fu trasformata in Regio istituto magistrale.”