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giovedì 3 settembre 2026

La maestra Amabile e altri maestri

 

Busta 1. Fascicolo 1. Azzarà Amabile. Pellaro. 1870-1901. Nomina a vita; patente di maestra elementare; attestato di lodevole servizio. Nell’inventario 36/2 (1863-1904) che contiene anche la documentazione dell’Ufficio scolastico provinciale della città, l’Archivio di Stato di Reggio Calabria conserva memoria di quella che, se non è stata la prima, certamente è tra le prime insegnanti di Pellaro con “patente” della post-unità d’Italia.

Nello stesso inventario, soffermandosi solo Pellaro e zone limitrofe (a meno di doppi incarichi) e andando avanti col numero di buste, si trovano i nomi di:

Misiani Caterina, che tra il 1872 e il 1900 ha insegnato, oltre che a Pellaro, anche a Roghudi, Platì, Seminara, Montebello;

Arcudi Angela che, tra il 1877-1898, ha insegnato a Motta San Giovanni, Lazzaro, Canolo, Caridà;

Pizzimenti Carmela, che dal 1900 al 1902 ha insegnato a Pellaro, frazione Bocale;

Pizzi Eugenio, che dal 1892 al 1902 ha insegnato a Motta san Giovanni;

Cotronei Felice che dal 1890 al 1895 ha insegnato a Bocale e a Salice;

Catanoso Francesco, che dal 1877 al 1904 ha insegnato a Motta San Giovanni;

Catanoso Francesco, (un omonimo del precedente?) che dal 1891 al 1904 ha insegnato a Motta San Giovanni;

Empoli Antonio, che nel 1899 è nominato direttore delle scuole elementari di Cataforio e Motta San Giovanni;

Forcignanò Isabella, che dal 1893 al 1895 ha insegnato a Reggio Calabria, Motta san Giovanni e Gallico;

Foti Angela, che dal 1892 al 1896 ha insegnato a Cardeto;

Longo Gesualdo, che dal 1895 al 1896 ha insegnato a Pellaro;

Martorano Francesco, che dal 185 al 1897 ha insegnato a Pellaro;

Pompeo Caterina, che dal 1883 al 1893 ha insegnato a Lazzaro;

Perrone Domenico, che dal 1877 al 1986 ha insegnato a Motta san Giovanni;

Trunfio Domenico che dal 1883 al 1898 ha insegnato a Cardeto.

Ho qualche informazione su Amabile Azzarà da parte di una signora quasi centenaria che, prima dei suoi cinque anni, frequentava per la novena una piccola cappella dedicata a Sant’Antonio che si trovava a quel tempo sulla discesa che dall’attuale panificio Malara porta al mare. Secondo la signora la maestra Amabile – Mabulina nel nostro dialetto – era una donna bella, forte, né grassa né scheletro, autorevole. Guidava la novena senza che nessuno fiatasse e se la prendeva anche col santo, quando le cose non andavano come voleva: Sant’Antonio, viri non mi fai raggiari.

Sarebbe bello se nelle scuole del territorio si facessero delle ricerche per lasciare qualche traccia dei nostri primi insegnanti.

La mia esperienza personale, identica a decine e decine di altre, dice quanto è stata importante la scuola. Mia nonna materna è andata a scuola due anni (naturalmente con tutte le assenze relative ai più urgenti lavori dei campi), mia nonna paterna quindici giorni (suo padre pensava che fosse un tempo più che bastevole per una donna), mia madre tre anni, io mi sono fatta, tutto il cursus (dall’asilo alla laurea e successiva specializzazione).

Non sarebbe tempo sprecato conoscere meglio che cos’è stata la scuola nel reggino. Per indagare qual è stata la formazione di formatori (che si mosse sul nostro territorio ben dopo il 1861) si può attingere ai documenti dell’Istituto di Scienze Umane Tommaso Gulli (ora diretto dalla professoressa Eva Nicolò, che per quasi un decennio è stata dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Cassiodoro- Don Bosco di Pellaro). Istituto, il Tommaso Gulli, che ha una storia notevole così sintetizzata sul sito dell’Archivio di Stato: “La Regia scuola normale femminile di Reggio Calabria ebbe origine dopo il terremoto del 1908, in virtù della legge n. 525 del 1909. Fu ospitata inizialmente in un padiglione in legno costruito sulla via Tribunali, oggi via Demetrio Tripepi. Le lezioni iniziarono il 30 dicembre 1909 e la direzione della Scuola fu affidata al prof. Lorenzo Gatta. Nei mesi successivi, il Consiglio comunale deliberò la scelta dell’area del giardino dell’ex Monastero di Santa Maria della Vittoria per costruire la nuova scuola in muratura e la redazione del progetto fu affidata all’ing. Mazzocchi, del Comitato lombardo di soccorso per le zone terremotate. L’edificio fu costruito apportando alcune varianti al progetto originario e fu consegnato nel 1914, ma il trasferimento della scuola nella nuova sede avvenne soltanto nel 1917. I locali interrati dell’edificio, invece, furono subito occupati ospitando nel 1914 i soldati, e nel 1915 divennero la sede della Biblioteca comunale. I locali seminterrati ospitarono pure, per alcuni anni, la Sezione archeologia e la Sezione medievale dell’Antiquarium della Regia Soprintendenza, con reperti architettonici e decorativi. La Regia scuola normale femminile, in virtù del regio decreto dell’11 luglio 1923 fu trasformata in Regio istituto magistrale.”