sabato 4 aprile 2020

Se Nisida è un segno di speranza





Ieri sono iniziati, via web, grazie a Piccoli Maestri, gli incontri con gli autori candidati al Premio Strega Giovani. Primo dibattito su La città sommersa di Marta Barone, presentata da Nadia Terranova. Nisida, che fa parte della giuria da tre anni, ci ha partecipato: le ragazze in Istituto, col direttore, Gianluca Guida, io da casa mia. Per me, è stata una grande emozione, che si ripeterà per altri incontri via web con i ragazzi e le ragazze di Nisida. Emozione intessuta di gratitudine e stima per chi, a Nisida, anche nelle presenti circostanze, dà l’anima perché ragazze e ragazzi possano avere una serena quotidianità, mantenendo anche traccia del collegamento con l’esterno. 

Ma è anche l’occasione per una lode, che tutti i momenti di queste giornate impongono: quella alla tecnologia. La nostra società, per evitare una Caporetto totale, si è dovuta ritirare di fronte ad un nemico tuttora più forte di noi. Di fronte al quale, l’unica strategia possibile appare tuttora il ripiegamento nelle nostre case, per prendere tempo in attesa che gli scienziati trovino mezzi e strumenti per un attacco a tappeto e la politica riesca a trovare modo di contenerlo, contemperando le esigenze della difesa della salute con quelle della ripresa economica e sociale.

Solo lo sviluppo e la diffusione di forme di tecnologia per anni e anni considerate foriere di decadimento (troppo tempo passato al cellulare e sui social), oggi consentono di mantenere, nella distanza fisica, non solo relazioni familiari e di amicizia, ma anche, in molti campi, di continuare a lavorare e a studiare e, addirittura, a pregare in forme comunitarie. Permettono di non rimanere bloccati nel presente, ma di guardare avanti.

Che in questa rete di futuro ci sia Nisida è un segno di speranza di straordinaria bellezza.

Nessun commento:

Posta un commento