sabato 19 novembre 2022

Quasi Avvento


 

Piove. Da giorni.

I sottovasi delle piante sul balcone tracimano acqua.

Ma la nebbia si è alzata e, nel grigio, i contorni dell’isola

all’orizzonte sono nitidi.

La mente macina immagini:

gli ucraini al freddo

(quasi un secolo fa li hanno sterminati con la fame,

adesso ci provano col gelo)

le danze coi capelli al vento

delle ragazze iraniane,

l’autonomia differenziata

(che rischia di mandare in spazzatura

il Risorgimento)

le croci di persone amate,

le paure e le speranze di quelli

che più sono mia carne e mio respiro.

 

Una settimana ancora e inizia l’Avvento

tempo di promesse.

Sarà un cammino lungo fino a Pasqua.

 

 

 

mercoledì 9 novembre 2022

Donne che parlano di fede

 

Eremo di Camaldoli, Napoli

Sono una fruitrice, pressoché quotidiana, di conferenze o simili su youtube, soprattutto su temi riguardanti la storia, la letteratura e la religione. Ho ascoltato, in questi giorni, alcuni interventi di Maria Emmanuel Corradini, abbadessa del monastero benedettino di San Raimondo (Piacenza). Tono di voce dolce, una visione mistica della fede, una grande passione per Cristo. Al di là del convergere o meno sulla sua linea, si tratta di una persona, monaca di clausura, che ha qualcosa di non banale da dire sulla fede. 

Non sono tante le donne, religiose comprese, che parlano di fede e religione su youtube, per il semplice motivo che, mi pare, non ci sono molte donne che, in ambito cattolico, hanno uno spazio “per parlare” nelle parrocchie o in consimili sedi. Eppure, è (non: sarebbe: è) urgente poter ascoltare la voce delle donne – e non solo le suore (qualcuna su internet si trova), ma donne del mondo, madri, figlie, lavoratrici – conoscere il loro approccio alla vita, il loro modo di riferirsi a Dio, di leggere la Bibbia. Ce ne saranno tante di donne credenti che hanno qualcosa di forte e di vero da dire. Una luce nella tristezza un po’ spenta di molto cattolicesimo.

sabato 5 novembre 2022

Inverno

Disegno di Cecilia Latella

 

Abbiamo pranzato con la luce

accesa, la pioggia che scendeva

rumorosa e fitta, nessun passerotto

a svolazzare sui vasi sul balcone,

il resto del mondo

nascosto nella nebbia.

 

Improvviso, è arrivato l’inverno.

 

L’avevo sentito già all’alba

nella fatica di lasciare il tepore

svagato del sonno che la mente

continuava a rincorrere.