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giovedì 21 ottobre 2021

Conchiglie, una presentazione da pietruzza bianca

 

Potrei scrivere un racconto su ciascuna delle persone che sono state con me, ieri, per la presentazione del mio Conchiglie. Le conosco tutte da tempo, qualcuna da più di quaranta anni, qualcuna da meno, e tutte hanno fatto e fanno parte della mia vita.

Ci sono state e ci saranno occasioni per parlare del mio libro con persone che, senza nulla o poco sapere di me e della mia vita, hanno avuto/avranno la curiosità di sentirmi/leggermi: che è sempre un gran regalo per chi prova a scrivere.

Ma trovarsi tra persone con cui ho esperienze e ricordi comuni e che sono state con me non per dovere sociale ma per affetto – a cui si sono aggiunti i messaggi di altre che davvero non sono potute, ma avrebbero voluto esserci – mi fa segnare il pomeriggio nella saletta dell’editore Guida con una pietruzza bianca.

 

domenica 15 dicembre 2019

Conchiglie calabresi




Due notti fa c’è stata una furiosa tempesta di vento. Di quelle che tolgono il sonno e riempiono d’ansia: resisterà quella pianta? Che cosa volerà via dal balcone? Qualcuno si farà male? La mattina dopo, contando i danni, mi è venuto anche da sorridere. La mareggiata avrà portato conchiglie, mi sono detta.

Da quando mi ricordo, ho sempre raccolto conchiglie. Se sto in una spiaggia, i miei occhi vanno automaticamente a scovare anche l’unica, piccola, conchiglia nascosta nella sabbia o tra le pietre. Non so quasi niente di conchiglie. Ogni tanto compro qualche libro sull’argomento, lo sfoglio, lo chiudo e lo poso. Ma raccogliere conchiglie è, per me, pace e pienezza. Come entrare in una luce che allontana ogni dubbio: Dio c’è, la vita ha senso, il dolore troverà senso e riposo.



Terzultima domenica del 2019. Con l’Etna biancoazzurra al mattino e fiammeggiante al tramonto.
Erano anni che non raccoglievo tante conchiglie.