lunedì 27 luglio 2020

Le mandorle come conchiglie



Se mi mandano nello stanzino a prendere un oggetto grande come una damigiana, è quasi certo che non lo vedo. Se, sulla spiaggia, c’è una conchiglia microscopica, la prendo di sicuro. Da sempre, in casa, mi prendono in giro per questa mia vista così selettiva. 

Stamattina, in campagna – in quel silenzio denso e lieve dell’alba (c’è qualcuno che l’ha adeguatamente descritto? Non so: ci potrebbe riuscire solo un grandissimo) – ho raccolto altre conchiglie: mandorle finite tra intrecci di sterpi e fichi d’india.

Da piccola, ne ho raccolte tante, di mandorle.

E in questo gesto – così faticoso, con la pelle che risente della peluria delle bucce – ci trovo una pace ancora più assoluta di quella che mi prende a mare quando, raccogliendo conchiglie, perdo ogni cognizione del tempo e dello spazio.

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