venerdì 19 gennaio 2018

La Costituzione: da Nisida a Secondigliano



Foto di Barbara di Donato

Più di duecento ragazzi delle scuole medie di Secondigliano che discutono di Costituzione a partire dall’ultimo libro prodotto a Nisida: La Carta e la vita. Le ragazze e i ragazzi di Nisida raccontano la Costituzione.

Torno al SeLF, il Secondigliano Libro Festival, ideato da Salvatore Testa e condotto con passione e competenza da tanti insegnanti, coordinati da Anna Baldissara: il loro lavoro è, senza retorica, un forte presidio di legalità (e di umanità) sul territorio.

L’avevo scoperto due anni fa grazie all’invito a discutere con i ragazzi di un nostro precedente volume, Fuori.


Foto di Anna Zazo

Anche stavolta mi sono trovata davanti a decine e decine di domande, preparate in classe e, in più, a cinque trailer di invito a leggere il nostro libro, prodotti autonomamente da alcuni ragazzi: una bella sorpresa per i loro stessi docenti. (Sono visibili su YouTube)

Una grande emozione e anche una grande responsabilità per me e per Anna Zazo, la collega che mi ha accompagnato.

Belle facce, tanti interrogativi nei loro occhi, l’inquietudine di crescere in una società giovanilista che non dà ai giovani né sicurezze né prospettive, la voglia di essere protagonisti della loro vita, il bisogno di riferimenti, di ancore per poter lanciare cuore e mente oltre gli ostacoli.

Grazie, ragazzi. Grazie colleghi. Grazie Salvatore.

E grazie, per sua presenza ad Annamaria Palmieri e ad Alessandra Clemente, che ha inviato una sua delegata.

mercoledì 17 gennaio 2018

I ragazzi invisibili e l'insostenibilità dello sguardo






“Perché mi state guardando?” Occhi di fuoco, le vene della gola in rilievo, il respiro trattenuto di chi vorrebbe darti un pugno e non può, la voce alterata.

Mi è successo centinaia di volte, in classe.

E non perché stavo fissando in maniera particolare, semplicemente perché, come decine e decine di volte ho risposto, “ti sto guardando perché, in questo momento, sei quello che sta di fronte ai miei occhi; vedi bene che, per come siamo fatti, di solito, se non giriamo la testa, quello che vediamo più facilmente, è quello che abbiamo davanti a noi; se stai attento, ti accorgerai che, mentre cammino per l’aula, guarderò allo stesso modo, anche lui e lui e lui…”

Mi ha sempre colpito l’incapacità di molti dei ragazzi di Nisida di sopportare uno sguardo, il loro percepirlo come un’insostenibile provocazione: qualcosa che giustifica non solo la reazione verbale, la lite, ma, appena possibile, la coltellata: anzi, le coltellate: un’offesa da lavare (e levare) col sangue.

Mi sembra la reazione di chi si sente, in realtà, invisibile e ha il terrore che qualcuno penetri la sua nudità, di chi non ha una pelle che lo difenda dal mondo. Una pelle fatta da un ambiente mediamente sano e, soprattutto, da una famiglia, per parafrasare Winnicott, sufficientemente buona.

Chi non si sente amorevolmente visto, chi non ha reti che lo sostengano e punti di riferimento cui ancorarsi, risponde (può rispondere) cercando un’identità nella violenza, considerata come la propria forza: così tutti potranno vedere quanto è potente, quanto è grande.

Non c’è risposta semplice alle problematiche minorili che, a Napoli, in quest’ultimo mese, la prepotenza della cronaca nera rende evidenti anche a chi non vuol vedere. 

Ma non se ne esce se la società non si fa carico delle enormi ferite di una marginalità che si somma a tante marginalità fino a diventare una bomba sempre pronta a fare danni.

sabato 13 gennaio 2018

In viaggio per guarire fa tappa a Nisida







Saranno ospiti del Centro Studi di Nisida, il prossimo 17 febbraio, i ragazzi di In viaggio per guarire, il progetto con cui Anna Berenzi ha vinto il Teacher Prize 2017, e incontreranno anche i ragazzi dell’IPM che partecipano al progetto di Scrittura, un altro dei vincitori dello stesso premio.

Un’occasione imperdibile per confrontarsi con la voglia di vivere di giovani che combattono la malattia continuando a costruire se stessi e con una scuola che vuole essere al servizio delle problematiche umane e sociali più complesse.




CENTRO EUROPEO DI STUDI DI NISIDA

In Viaggio per Guarire fa tappa a Nisida
Sabato 17 Febbraio 2018
Ore 15.00 – 17.00



«L’obiettivo – spiega la professoressa Anna Berenzi, vincitrice, con il progetto In viaggio per guarire dell’Italian Teacher Prize – è coinvolgere i ragazzi che hanno avuto esperienze di malattia in 12 incontri, in altrettante città. Un “viaggio” durante il quale raccontare il proprio vissuto. Più che i fatti, il sunto della propria esperienza e la “morale”: come è cambiata la loro vita dopo, il rapporto con le cose o le persone. Molti parlano di quanto importante sia stata la vicinanza di un amico o dei genitori; di un estraneo che gli ha dato la forza di andare avanti o dell’importanza del dono gratuito, come quello del sangue o del midollo. È un messaggio di vita dirompente. Ad un certo punto, ho capito che poteva essere forte anche per i giovani “sani”. Per “guarire” dalla normopatia, dall’indifferenza, creando occasioni di condivisione profonda, che riguardano la loro vita. Ho pensato: se questi ragazzi che affrontano la malattia, le cure, con tanta dignità e forza, a me danno tanto, figuriamoci cosa potrebbe succedere con i loro coetanei!».
 
L’incontro con i ragazzi di Nisida – dove è in fase di attuazione un altro dei progetto vincitori dell’Italian Teacher Prize – sarà un’eccezionale occasione di scambio, cui siete tutti invitati.