sabato 28 luglio 2012

L'orgoglio inglese (senza Europa)


Italiana. Perché la lingua che parlo, quella in cui scrivo, e, soprattutto, quella in cui penso è l’Italiano.

Che non è stato la mia prima lingua; lo è diventato, e con una certa fatica, durante i primi anni di scuola elementare, quando ho imparato a tradurre nelle sue forme la grammatica e la sintassi dialettali dell’infanzia, cui torno naturalmente quando situazione e compagnia mi portano al reggino.

In questa mia identità italiana – a sfumatura calabra – s’innesta un’altra identità, quella europea, dove non è la lingua l’elemento primo, (non conosco nessuna lingua moderna al pari di quella italiana e neppure del dialetto reggino), ma la compartecipazione ad una comune storia, un comune destino.

Nella notte olimpica, la Gran Bretagna si è presentata al mondo, con l’orgoglio di chi considera grande il suo passato e pieno di speranza il suo futuro: nazione del mondo e isola felice, senza particolari relazioni all’Europa.

Nulla di nuovo sotto le stelle. Eppure: che peccato.

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