martedì 2 febbraio 2021

Candelora

 


…e anche a te una spada trafiggerà l’anima… Il Vangelo di Luca, proposto per l’odierna ricorrenza della Candelora, contiene queste parole di Simeone rivolte a Maria. Penso siano la sintesi più radicale della maternità. Nessuna madre, neppure la più devota e capace, può garantire la felicità del figlio. Nessuna madre può impedire che il proprio figlio – anche quello più fortunato – soffra, sbagli, provi dolore, muoia. E la spada costruita su tutto ciò che, nel o per figlio, è infelicità ha punta acuminata e lacerante come nessuna. Nell’ultimo cinquantennio si è molto insistito sulla coppia, avvolgendola di un’aurea esagerata, di attese inevadibili. Ma i legami più forti, in cui nessun divorzio è possibile, sono quelli che ci inseriscono nella linea di passaggio tra le generazioni. I genitori sono “dati”, i figli, per venire al mondo, devono essere se non “scelti”, “accettati”. Nulla come la maternità è il taglio che apre alla vita e alla morte, alla gioia e al dolore: che illumina e getta nel buio più profondo. Nulla è più intimo al senso della vita: che ricomincia in ogni bambino.

 

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