giovedì 15 agosto 2019

Calabria: libri e zappe sui piedi


Pellaro Libri: un'iniziativa di diffusione del libro del tutto "volontaria"

Premessa: 1. Questo è uno scritto volutamente provocatorio nei confronti di chi (autori/editori) ha a che fare con la narrativa calabrese (ovvero con testi scritti da calabresi e/ o che si occupano di Calabria e/o che siano editi nella regione) e dovrebbe fare ogni sforzo per promuovere la lettura (che resta, in Calabria, agli ultimi posti in un’Italia che, già nel suo insieme, legge pochissimo). 2. Anche se parlo della mia esperienza, questa non è vicenda individuale, ma sintomo, piccolo ma non insignificante, del più generale sistema di non - diffusione dei libri nella nostra regione.

Scrivo su Zoomsud dal 2011, appena qualche mese dopo che il laboratorio per un giornale online messo su da Aldo Varano ha preso il via. In questi anni, ho pubblicato decine di recensioni. Per facilità di conteggio, diciamo: cento.

Zoomsud ha un seguito di affezionati lettori, fortunatamente non piccolo; dedica ai libri il fondo che in un giornale tradizionale è lo spazio più importante; lascia gli articoli sulla home per molti giorni. Per questo, indipendentemente dal valore di ciò che in questi anni ho scritto, è possibile che un certo numero di lettori del giornale e potenziali acquirenti di libri si siano accorti almeno del titolo, del nome dell’autore e dell’editore dei libri che ho recensito. Addirittura di più, mi sentirei di ipotizzare, del (molto) eventuale passaggio dello stesso libro su un giornale nazionale importante, in cui un giorno (un solo giorno) gli fossero (state) dedicate dieci righe in trentasettesima pagina. (Naturalmente non mi riferisco ai Gangemi, ai Criaco, agli Abate, ai Dara, alle Bubba, alle e Postorino, e ai pochissimi altri/e su cui c’è un’attenzione nazionale e oltre confine).

Eppure, dei cento libri recensiti, solo il 2% circa mi è stato cortesemente inviato dagli autori e l’1% circa dagli editori. Il 2 % faceva già parte della mia o altrui biblioteca. Il resto l’ho comprato: di tasca mia. Con piacere, certo: per la voglia di leggere, comunque, quel particolare testo o autore (circa il 50%) e per il desiderio di dare un contributo alla diffusione di testi “calabresi” (il rimanente 50%).
A volte, non poche, acquistare il libro è (stato) impossibile. Anche Amazon, il mio sicuro fornitore anche di testi difficilissimi da reperire, ha alzato le mani. In questi casi, ho chiesto (direttamente o indirettamente) all’autore (via facebook) di inviarmi il libro o anche, molto semplicemente, un pdf. Poche volte, la risposta è stata gentile e sollecita. Più spesso non c’è stata o è stata evasiva/infastidita, con un sgradevolissimo sotteso di puzza al naso: ma quando mai, se lo cerchi nei meandri di internet, lo trovi.

Insomma: al fine che almeno il titolo del libro circoli, un autogol. O, se preferite, come tirarsi la zappa sui piedi.



Dei commenti ricevuti, mi sembra particolarmente rilevante quello di Gilberto Floriani:


Anch’io non vorrei irritare nessuno, ma da un diverso punto di vista posso affermare che quello che ha scritto corrisponde a un'amara realtà. Consideri il caso del Sistema Bibliotecario Vibonese che è, me lo dico da solo ma è vero, una biblioteca molto attiva nella promozione della lettura e organizza anche un festival letterario piuttosto seguito, il Leggere &Scrivere giunto alla sua ottava edizione. Ebbene, fatta salva qualche rara eccezione, nessun autore ne editore ci invia mai le opere in uscita. Questo vale sia per i “grandi” autori, che pure pretendono molto da noi, sia per i locali. Consideri anche che tutti i libri che acquistiamo o raramente ci vengono inviati sono prontamente catalogati e inseriti nell’Opac delle biblioteche italiane, quindi con una visibilità aggiuntiva per gli autori e gli editori. Come spiegare tutto questo? Di spiegazioni ce ne possono essere molte e vanno dalla maleducazione (dispiace dirlo), alla taccagneria (secondo molti le biblioteche sono piene di soldi), al provincialismo dominante, specie in campo culturale. Potrei fare lunghi elenchi di autorevoli autori che assolutamente mai hanno inviato un loro libro, che pretenderebbero soldi per venirli a presentare, che fanno i difficili quasi che oltre lo Stretto, il Pollino e i circuiti degli emigranti li leggesse qualcuno (anche qui fatte salve le rare eccezioni). Volevo anche sottolineare che viene disattesa la vigente normativa sul deposito legale.




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