martedì 20 aprile 2021

Nostalgia d'un futuro possibile

 


 

La pandemia ci ha riempito di parole di cui avremmo

volentieri fatto a meno.

 

Mi chiedo se e quanto abbia allargato il desiderio

di poter pronunciare antiche parole

se non desuete in forte contrazione:

padre, madre, figlio, figlia, fratello, sorella,

nonna, nonno.

 

Se un futuro buono – nostalgia d’un possibile insperato –

non potrebbe ripartire dall’essere ognuno in un insieme.

E, tutti, in tanti insiemi aperti e tra loro collegati.

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