giovedì 17 maggio 2012

Reggio, l'orizzonte del cuore



Ci sono città che guardi di faccia. Sono lì, davanti a te: case e monumenti, giardini e persone.

Reggio è una città che guardi di spalle. Nel senso che, alle tue spalle, ci stanno le case e le tracce d’una storia millenaria e le persone che ami e le cose che non ti piacciono. Ma il tuo sguardo, il posto del cuore, sta tutto in quell’orizzonte in cui la fata affatata dispiega un molteplice incanto di luci, colori, profumi.

Al confronto, ogni altro orizzonte ha un che di scialbo e insipido, di parole spezzate e gusto amaro. La luce di Reggio – quel particolare colore dell’aria, racchiusa tra il cielo e il mare, come tra le valve di una conchiglia magica – è un incanto senza uguali.

Vicino e infinito, familiare e misterioso, quel miracolo, che resta l’àncora e l’ancòra dell’anima dei reggini sparsi nel mondo nel variegato volgere della vita, t’accoglie al tuo arrivo come un canto di giubilo. E, di nuovo, t’ammalia.

E ti chiedi se tanta stordente bellezza non sia – anche – una maledizione. Perché questa consolazione dei giorni impedisce o almeno frena dal prendere di petto tutto ciò che, in questa città, non è all’altezza del suo respiro.

Pubblicato su Zoomsud  con il titolo: Quando arrivi a Reggio, il posto del cuore http://www.zoomsud.it/commenti/32983-arrivare-a-reggio.html

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