martedì 16 luglio 2013

Dalla parte di Cècile Kyenge





Un Paese intristito e imbarbarito. Che sembra superarsi, ogni giorno, solo nell’aggiunta ai già alti cumuli, di altri sacchi di degrado: politico, economico, sociale, culturale, ambientale. Una corruzione delle idee e dei fatti che, viene da pensare, coinvolge, al vertice e alla base, la maggioranza reale dei cittadini: altrimenti, come sarebbe possibile questa pervasività dei mali che continuano a inquinare ogni nostra giornata?

Non è il solo, ma poiché ad ogni giorno basta la sua pena (dovrebbe bastare: perché qui di pene se ne hanno ben più d’una al giorno), per oggi parlerò solo del mare di volgarità e violenza che investe Cécile Kyenge: donna; medico; nera di pelle; africana di nascita; italiana per scelta; calabrese per amore (avendo sposato un calabrese); ministra.

Ogni attacco a lei – naturalmente, intendo, non ogni valutazione critica delle sue idee, ma ogni oscena offesa – è un attacco a tutte queste dimensioni: all’essere donna, all’essere nera di pelle, all’aver scelto come patria l’Italia, e anche alla sua calabresità.

E’ un attacco al Sud e a tutti i Sud del mondo.

Un attacco al cuore stesso di ciò che, nonostante tutto, permane e che molti, con gran fatica, provano a far crescere, dei tanti secoli di civilizzazione che abbiamo alle spalle.

domenica 14 luglio 2013

Il giardino cattivo







Fili.
Di ferro.
Contorti e Arrugginiti.
Ma anche d’argento e d’oro.

Un grovigli di serpi e di spine
la imprigiona nel suo stesso giardino
cattivo.

Talvolta
uno squarcio di luce
accelera il cuore
illudendolo di
libertà.

Poi, è nuova lacerazione
di sapersi
nel bozzolo amaro
di se stessa.


la foto è tratta dalla pagina fb di RC Pellaro

lunedì 8 luglio 2013

A Lampedusa il Papa annega la globalizzazione dell'indifferenza





Un lunedì di festa, questo 8 luglio. Quasi fosse un lunedì dell’Angelo con quel vertiginoso scambio: “Maria” “Rabbunì”.

Niente dà più fiducia nel trovarsi compartecipi ad uno di quei momenti in cui il mondo si rinnova. Perché in momenti così tutta la sofferenza (del dolore, dell’impossibilità, della stanchezza) si riveste di speranza. C’è ancora un futuro per la nostra storia, altre primavere fiorite, estati piene di frutti, autunni dai colori morbidi, inverni che custodiscono semi di grano nuovo. La morte ha vinto, la vita lotta ancora.

A Lampedusa – e già il solo andarci, in quest’estrema periferia storico-geografica sarebbe stato un fatto epocale – papa Francesco ha avuto gesti e parole che, contro “la globalizzazione dell’indifferenza”, scolpiscono il senso del nostro vivere.

Che gli uomini tutti, credenti e non credenti, sazi e affamati, bianchi e neri, sani e malati, hanno, insieme, un dovere stringente e una felice possibilità: diventare umani nel loro comune pellegrinare su questa terra. Dove siamo migranti tutti, anche quelli che sono nati e morti nella stessa casa.

(E confermando, tra l’altro, senza necessità di dirlo, che, con tutti i suoi limiti, errori e problemi, non appena la Chiesa cattolica annuncia la Buona novella che le è stata affidata, diventa comunque, e per tutti, Lumen gentium)




Sulla visita del papa a Lampedusa, Questo è quello che avevo scritto ieri su Zoomsud http://www.zoomsud.it/commenti/54953-il-papa-a-lampedusa-un-lampo-di-luce-sugli-invisibili.htlm


L'autore del Gattopardo. I dammusi. I missili di Gheddafi. Respiro di Crialese.

Piccoli lampi di luce diversa che richiamano, ognuno a suo modo, Lampedusa.

L’isola – un pezzo d’Africa all’interno dell’Europa (“Geologicamente essa appartiene all'Africa e, come Pantelleria, è più vicina alle coste tunisine distando da queste 113 km che non a quelle italiane, da cui dista 127 km”, osserva Wikipedia) – racchiude, nel suo nome, un destino di dramma e di speranza.

Rimanda, infatti, il suo nome, molto probabilmente, ai lampi che, anche nella tempesta, la rendevano visibile, quando nessun'altra àncora per orientarsi più s'intravvedeva, ai naviganti in difficoltà.
Luogo di sosta, nell’antichità, per Fenici, Greci, Romani e Arabi, nell’ultimo decennio la bella Lampedusa è stata l’approdo privilegiato dei migranti, in larga misura clandestini, dall’Africa verso l’Europa. Approdo faticosamente raggiunto da alcune decine di migliaia di persone in fuga da fame e guerre e in cerca di condizioni dignitose di vita; e da chissà quante altre migliaia soltanto o neppure intravisto prima d’essere inghiottite dal mare.

Lunedì 8 luglio, un lampo raggiungerà l’isola e mostrerà all’Europa tutta gli Invisibili di cui, per anni e anni, ha provato a non accorgersi e riproporrà a chiunque voglia vedere e sentire le urgenze dei tanti Sud del mondo e il comune destino degli abitanti del nostro pianeta.

Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, ha usato il temine “epocale” per il viaggio – il primo del suo pontificato – di papa Francesco.

Per una volta, il termine non è per nulla esagerato.

Ci sono gesti che cambiano la storia. Questo ne ha tutte le potenzialità.

 

domenica 7 luglio 2013

Barchette come gusci di mandorle






Qualche giorno fa, ho accompagnato l’ultimo ospite del mio anno scolastico – il regista Pasquale Pozzessere, presidente della giuria di ragazzi e ragazzi che hanno espresso il vincitore dell’ormai consueto premio speciale Capalbio Nisida della XX edizione del Festival di Corti, che si terrà nella cittadina toscana dal 17 al 21 luglio) – in un rapido giro dei laboratori.

In quello di ceramica, ben allineate sul tavolo di lavoro, c’erano, ancora grezze, tante barchette. Che m’hanno lasciato l’emozione di gusci verdi di mandorle appena aperti.




In questa settimana, su Zoomsud, sono apparsi questi miei pezzi:

Pipi chini, Parmigiane e sciurilli: un patrimonio di cultura e bellezza

Paola Ruffo di Calabria, l’ultima regina italiana

Carissimi Guerrieri, alzatevi e camminate

Il Papa a Lampedusa: un lampo di luce sugli Invisibili

venerdì 5 luglio 2013

The Endling arriva alla decima puntata



The Endling, il fumetto di Thrillbent, è arrivato alla decima puntata (va online ogni giovedì sera).
http://thrillbent.com/comics/the-endling/#2 (vedi immagine sotto).


Nella foto, la pagina fb: https://www.facebook.com/TheEndling?fref=ts, dove, volendo, si può postare il proprio commento (vedi immagine sopra).







La Principessa di Gianfranco Calligarich






Un libro che spezza gli attuali schemi narrativi, un intreccio di melò e di noir, una partita a scacchi tra solitudini, una spiazzante “decodifica di segni”, scritto secondo i principi della sottrazione e, per questo, capace di rendere vibrazioni fortissime. E un personaggio – inappuntabile lavoratore di giorno, travestito da marciapiede di notte, fragile e disperato – che resta.

Nel panorama abbastanza asfittico, ripetitivo, senza infamia e senza lode, delle attuali pubblicazioni italiane un libro intelligente, asciuttamente ironico, spietato e poetico: Principessa di Gianfranco Calligarich, edito da Bompiani.