venerdì 7 aprile 2017

Microstorie: Filone




 Un lieve inarcarsi del sopracciglio e, in risposta, un altrettanto lieve rivolgersi in su dello sguardo – entrambi impercettibili agli altri – fecero alzare all’unisono Elena e Ada.

Si conoscevano da trenta anni e non avevano bisogno di parole per capirsi. Per oltre un quarto di secolo avevano condiviso il lavoro. Arrivare prima e rimanere sole, prima che arrivassero i colleghi, era stato, per tutto quel tempo, la loro quotidiana riserva di ossigeno. Uno scambio di silenzi e parole che le aveva nutrite e legate.

Uscite dalla libreria, tirarono un respiro di sollievo. A quella presentazione, cui non potevano mancare, erano arrivate per tempo, s’erano fatte vedere: poteva bastare. Adesso avevano almeno due ore soltanto per loro. Avrebbero attraversato rapidamente le strade, sarebbero entrate in qualche negozio, fatto qualche spesa. Avrebbero taciuto e riso. E, soprattutto, parlato. Ora che – Ada, in pensione, nessuna delle due con molto tempo da dedicarsi – si vedevano poco ed avevano tanto d’arretrato da raccontarsi.

Come due ragazzine che fanno filone a scuola, risero della trasgressione, leggere dei pesi della quotidianità. Erano uscite di casa per un dovere, ma, poi, s’erano fatte il regalo di un tempo – breve d’orologio, spazioso nel cuore – di condivisione e libertà.

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