domenica 4 ottobre 2015

I bambini (e le ragazzine) sanno






Fine settimana bambino.

Il docufilm di Walter Veltroni, I bambini sanno. Sobrio, pulito, uno specchio in cui si riflettono pezzi di attuale società. Quel che prende di più è una terribile malinconia per l’eroica capacità dei bambini di accettare gli adulti, di reggere padri e madri con tutte le loro fragilità, errori e assurdità (magari mai diventati davvero grandi). Il loro stupore davanti al mare e il loro non stupore davanti al troppo male che gli tocca sopportare e il loro declinare (anche nonostante tutto) la parola futuro come speranza.


Anna, l’ultimo libro di Niccolò Ammaniti, una favola nera con una luce di speranza (tra l’altro collocata in Calabria). Non sarà il suo libro migliore (immagino che qualcuno lo considererà perlomeno irrisolto, un soggetto non particolarmente approfondito), ma non dimenticherò questa protagonista ragazzina: «(Anna) … avvertiva che la vita è più forte di tutto. La vita non ci appartiene, ci attraversa. La sua vita era la medesima che spinge lo scarafaggio a zoppicare su due zampe quando è stato calpestato, la stessa che fa fuggire una serpe sotto i colpi della zappa tirandosi dietro le budella. Anna, nella sua inconsapevolezza, intuiva che tutti gli esseri di questo pianeta, dalle lumache alle rondini, uomini compresi, devono vivere. Questo è il nostro compito, questo è stato scritto nella nostra carne. Bisogna andare avanti senza guardare indietro, perché l’energia che ci pervade non possiamo controllarla, e anche disperati, menomati, ciechi continuiamo a nutrirci, a dormire, a nuotare contrastando il gorgo che ci tira giù.»

 ***

L’intervista ad Ermanno Olmi sull’ultimo numero della Lettura. Non conoscevo I quattro libri di lettura di Tolstoj e avrei voluto procurarmeli subito (ma in edizione con la prefazione del regista pare non ci siano da nessuna parte).

Nessun commento:

Posta un commento