mercoledì 23 novembre 2022

PIccole cose da nulla di Claire Keegan


 

“Il peggio doveva ancora venire, lo sapeva. Già sentiva un mondo di guai ad attenderlo dietro la porta che si preparava a varcare, ma allo stesso tempo il peggio che avrebbe potuto succedere se lo era già lasciato alle spalle: la cosa che avrebbe potuto fare e non aveva fatto, e con cui avrebbe dovuto convivere per il resto della sua vita. (…) Mentre percorreva la strada in salita verso la porta di casa sua con la ragazza a piedi nudi e le scarpe nella scatola, la sua paura pesava di gran lunga più di qualsiasi altra cosa provasse al momento, ma nel suo stupido cuore non solo sperava ma aveva il diritto di credere che ce l’avrebbero fatta.”

Piccole cose da nulla di Claire Keegan, tradotto da Elena Pareschi e edito da Einaudi, è un piccolo (136 pagine) e bellissimo libro. Una scrittura intensa, senza alcun sentimentalismo, commovente; priva di fronzoli, avvolgente. Ed è il libro più genuinamente cristiano che si possa leggere in questo Natale 2022.

Nell’Irlanda di metà anni Ottanta del Novecento, in piena recessione economica, Bill Furlong vive vendendo “carbone, torba, antracite, carbonella e legna.” È sposato, un matrimonio sereno, e ha cinque figlie: una famiglia semplice, in cui si condivide, insieme ad un modesto e dignitoso tenore di vita, un affetto sincero. È figlio, Bill, di una giovanissima ragazza madre che, scacciata dalla famiglia, è stata mantenuta in servizio dalla signora Wilson, che è stata prodiga con lui di attenzioni e accudimento. È un uomo semplice, abituato ad accettare e adattarsi alle situazioni, eppure non smette mai di interrogarsi sul senso profondo della vita. E, quando scopre che cosa veramente accade dietro le mura del convento – uno delle tante Case Magdalene: una delle vergogne assolute del cattolicesimo con le suore che hanno schiavizzato migliaia di ragazze “immorali” – non sopporta l’ipocrisia di chiudere gli occhi e andare tranquillamente alla messa di mezzanotte. E fa una scelta che potrebbe costargli, e costare alla sua famiglia, molto caramente: e che non è certo la scelta che farebbe la moglie, più attenta a difendere solo l’interesse della famiglia, ma è l’unica che, insieme alla paura, gli dà speranza, e, quindi, la forza di guardare al futuro.

 

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